I disturbi alimentari e la partecipazione civica – Incontro

IL PIANO REGIONALE SALUTE MENTALE COME STRUMENTO“I disturbi alimentari e la partecipazione civica” sono stati i temi al centro di un incontro-dibattito, organizzato dall’associazione “Per Adriana” ed ospitato nella sala Dusmet dell’ ospedale Garibaldi di Catania.

Oggi avviamo un percorso diverso per affrontare, con una metodologia integrata, le nuove patologie, come quella del disturbo alimentare, che hanno bisogno di una seria programmazione. Il primo passo dovrà compierlo l’assessorato alla Sanità, approvando il Piano Salute mentale fermo da due anni, che pure potrebbe dare risposte significative, tutti gli altri soggetti, poi, dalle Asl agli ospedali, dagli enti locali alle associazioni, sono chiamati a una maggiore e più proficua integrazione nelle loro azioni. Ecco perché promuoverò un grande incontro pubblico affinché attorno al problema si crei una rete e una più consapevole sensibilità sociale.

Lo ha detto la parlamentare regionale Concetta Raia, nel corso dell’ incontro promosso per  ricordare la giovane venticinquenne morta qualche mese fa di anoressia.

All’iniziativa erano presenti la madre Santina Alfonzetti, presidente dell’associazione, l’assessore comunale alla Famiglia e Servizi Sociali, Fiorentino Trojano, il dottor Domenico Grimaldi e Alfio Marchese, Angelo Villari, i  familiari di giovani affetti da patologie legate ai disturbi alimentari.

La patologia del disturbo alimentare investe qualunque strato sociale, e noi come politici e  come istituzioni abbiamo l’obbligo di affrontarlo per dare le giuste risposte -ha aggiunto  l’on Raia-. C’è un diritto quello alla salute che va esercitato fino in fondo utilizzando le risorse che abbiamo e sono tante, professionali e materiali. Noi abbiamo avuto già un incontro in assessorato e abbiamo ricevuto rassicurazioni oltre ad aver raccolto una sensibilità dell’assessore Borsellino, le linee guida al piano salute mentale sono state già definite, c’è grande attenzione per le nuove patologie, c’è chi ci ha lavorato con grande dedizione ed esperienza, ma è ancora tutto solo sulla carta.

Tra le priorità emerse negli interventi dei partecipanti, quella di  coinvolgere tutti gli attori del territorio, e di creare una integrazione tra gli operatori con una politica che metta al centro non la cura ma la persona, mentre le associazioni hanno avanzato una richiesta di partecipare alle scelte che vengono fatte. Tanti gli interrogativi posti dai familiari: come curare questa patologia cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni? Qual è il giusto approccio di medici e familiari? Come si fa la prevenzione?

A tracciare le azioni da mettere in campo è stato l’assessore Fiorentino Trojano.

Si affronti prima di tutto il problema della formazione per gli operatori di settore delle aziende sanitarie e della Regione; quindi si individuino equipe multi disciplinari e nell’ ambito delle strutture residenziali, quelle che siano dedicate alle dipendenze.

Fonte: http://www.liberajonianews.it/disturbi-alimentari-piano-regionale-salute-mentale-come-strumento/

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